mercoledì, 30 gennaio 2008,22:58

Ho un nuovo fedele amico.

 

author: val3ska
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venerdì, 26 ottobre 2007,17:15

Le giornate erano interminabili in quel grande stanzone dalle pareti ingiallite, e la bambina passava ore ed ore a guardare gli imprevedibili disegni delle goccie di pioggia contro il vetro.

Attraverso la pioggia, quella città era ancora più grigia e triste. Di tanto in tanto la bambina apriva la finestra e si riempiva i polmoni dell'odore di pioggia, allungava la mano per bagnarsi il palmo, ascoltava i suoni ovattati provenienti dal basso, dalla strada.

La bambina tornava a sedere sul letto, fissava la sua misera collezione di libri in italiano, ne prendeva uno e se lo passava più di una volta da una mano all'altra. Spesso si chiedeva la storia di quei libri, arrivati a lei passando da chissà quante e quali mani, la maggior parte straniere e lontane da quel suo piccolo mondo delimitato da un alto muro scrostato, che serviva più per nascondere quel posto dalla vista che per impedire a qualcuno di scappare.

Scappare sì certo. Ma scappare dove?

Il mondo per la bambina finiva a quel muro, tutto quello che era oltre lo conosceva solo grazie ai suoi libri, alla vecchia televisione che gracchiava nella sala ricreazione e soprattutto dai racconti di Victoria.

Victoria era una signora dolce e gentile, che spesso la veniva a trovare, e che ogni volta le raccontava pezzi della sua giovinezza passata girando il mondo da ginnasta della nazionale. E le portava i libri, inizialmente scritti in una lingua sconosciuta, ma ora tanto importanti per lei.

La bambina si copriva con la coperta i piedi nudi e freddi, chiudeva gli occhi, abbracciava il cuscino, e volava lontano, oltre la finestra, oltre il muro, oltre la pioggia.

author: val3ska
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mercoledì, 10 ottobre 2007,01:01

Forse.

Forse solo chi è come me.

Forse solo chi è come me può capire.

Forse solo chi è come me può capire quello che sto scrivendo.

Forse solo chi non ha mai avuto affetti, forse solo chi non ha mai avuto punti di riferimento, forse solo chi non si è mai sentito nessuno, anzi no, non è mai stato nessuno.

Forse solo chi a sedici anni ha vissuto per la strada, a Mosca. O forse solo chi a diciassette ha vissuto per la strada, in Italia.

Forse solo chi per vivere ha accettato di tutto, forse solo chi per vivere ha dovuto accettare e fare di tutto.

Forse solo chi per un miliardo di volte si è chiesto perchè per lui la vita è più difficile che per gli altri.

Forse solo chi ha sempre saputo di avere un passato ma raramente ha saputo di avere anche un futuro.

Forse solo per chi è nato già adulto perchè di essere bambino non se l'è mai potuto permettere, e che a dire il vero nemmeno sa cosa voglia dire esser stato bambino.

Forse solo per chi la vita è stata davvero sempre tanto dura e difficile, e proprio per questo ha così tanta voglia di vivere.

Forse solo per chi non ha mai avuto bisogno di nessuno e di nessuno vuol avere bisogno.

Forse solo per chi ha da sempre stretto i denti per andare avanti, e non smetterà mai di farlo.

Forse solo per chi è come me.

Forse solo chi è come me può capire.

Forse solo chi è come me può capire perchè ho così tanta voglia di amare, ed al tempo stesso ho così tanta paura di farlo.

 

author: val3ska
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martedì, 02 ottobre 2007,15:38

Dove sei finita Valeska? Quando torni?

Cosa hai fatto in questo periodo e cosa stai facendo ora?

Perchè sparisci Valeska, perchè ogni tanto sparisci e stai via mesi?

Dove vai? Cosa fai? Chi sei?

Con quanti uomini sei stata in questi mesi Valeska? E con quante donne?

E lo schiavo ce l'hai ancora? O sei diventata una schiava anche tu Valeska? Ma non lo eri già una schiava?

Ti ricordi ancora dei tuoi amici di blog? E di quelli di chat?

E le palline cinesi le usi ancora? Dove, quando, come e con chi le hai prese? E con chi le hai usate?

Ma dove lavori tu, ti spogli?

Valeska ti va di fare dei giochi con la mia compagna mentre vi guardo? Lei è bisex lo sai?

Ma tu sei una lesbica Valeska?

Quanto prendi Valeska, quanto prendi per farti scopare da me?

 

author: val3ska
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martedì, 24 luglio 2007,21:49

Sai, la gente è strana prima si odia e poi si ama

cambia idea improvvisamente, prima la verità poi mentirà lui

senza serietà, come fosse niente

sai la gente è matta forse è troppo insoddisfatta

segue il mondo ciecamente

quando la moda cambia, lei pure cambia

continuamente e scioccamente.

Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo !

un punto, sai, che non ruota mai intorno a me

un sole che splende per me soltanto

come un diamante in mezzo al cuore.

tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!

non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero

e che mi amerai davvero di più, di più, di più.

Sai, la gente è sola, come può lei si consola

per non far sì che la mia mente

si perda in congetture, in paure

inutilmente e poi per niente.

tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo !

Un punto, sai, che non ruota mai intorno a me

un sole che splende per me soltanto

come un diamante in mezzo al cuore.

tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo !

Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero

e che mi amerai davvero di più, di più, di più.


Mia Martini


author: val3ska
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martedì, 24 luglio 2007,21:25

Sono stata anch'io bambina
Di mio padre innamorata
Per lui sbaglio sempre e sono
La sua figlia sgangherata
Ho provato a conquistarlo
E non ci sono mai riuscita
E ho lottato per cambiarlo
Ci vorrebbe un'altra vita.
La pazienza delle donne incomincia a quell'età
Quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità
E ti perdi dentro a un cinema
A sognare di andar via
Con il primo che ti capita e che ti dice una bugia.
Gli uomini non cambiano
Prima parlano d'amore e poi ti lasciano da sola
Gli uomini ti cambiano
E tu piangi mille notti di perché
Invece gli uomini ti uccidono
E con gli amici vanno a ridere di te.
Piansi anch'io la prima volta
Stretta a un angolo e sconfitta
Lui faceva e non capiva
Perché stavo ferma e zitta
Ma ho scoperto con il tempo
E diventando un po' più dura
Che se l'uomo in gruppo è più cattivo
Quando è solo ha più paura.
Gli uomini non cambiano
Fanno i soldi per comprarti
E poi ti vendono
La notte, gli uomini non tornano
E ti danno tutto quello che non vuoi
Ma perché gli uomini che nascono
Sono figli delle donne
Ma non sono come noi
Amore gli uomini che cambiano
Sono quasi un ideale che non c'è
Sono quelli innamorati come te.

Mia Martini

author: val3ska
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martedì, 24 luglio 2007,11:49

Non è vero che non mi piacciono gli uomini.

Gli uomini mi piacciono.

Quello che non mi piace sono questi uomini, che non sanno essere come li vorrei io, o forse sono io che non so essere come vorrebbero loro, ma il risultato non cambia.

Un uomo deve essere dolce, sì certo, dolce ed affettuoso. Un uomo deve essere gentile e delicato, deve guardarti con gli occhi teneri e saperti sorridere quando è di un sorriso che hai bisogno. Ma un uomo non deve essere debole, deve essere un uomo e non una femminuccia, deve sapersi far valere e deve sapersi imporre.

Un uomo deve essere forte, deciso e determinato, deve saper pensare a se ma saperti sostenere, un uomo deve prenderti per mano e guidarti. Un uomo deve essere maschio, rude ma non grezzo, deve saperti afferrare con le sue mani grandi e forti, un uomo deve guardarti negli occhi ed incuterti timore, ma non paura.

Il mio uomo deve essere forte e dolce, deve sapersi imporre ma deve sapermi ascoltare, deve sapermi dire sempre cosa è meglio che io faccia, ma cosa è meglio per me e non per lui. Le sue mani su di me devono essere forti e delicate, la sua voce dura e decisa ma anche dolce, il mio uomo non alzerà mai il tono della voce perchè saprà farsi rispettare sussurrando.

Il mio uomo deve avere una totale stabilità interiore per poterla trasmettere a me, deve conoscermi meglio di me stessa ma deve essere alla continua ricerca del mio essere, deve sempre sostenermi ed incoraggiarmi, deve essere la mia forza, la mia protezione, la mia anima.

Il mio uomo deve eseere mio ma più che altro io devo essere completamente sua, al mio uomo voglio appartenere completamente perchè senza di lui sarei, sono, niente.

Il mio uomo non esiste, perchè se un uomo così esistesse, io adesso sarei completamente e solamente sua.

author: val3ska
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mercoledì, 18 luglio 2007,16:35
Per chi, come me, viene dalla Grande Madre Russia ed ha passato tutta la vita nella fredda Mosca, Rimini sembra proprio un luogo oltre il tempo e lo spazio. E quel luogo era, finalmente, la meta della prima vera vacanza della mia vita
Quando ci arrivai per la prima volta, in una tarda serata d’agosto, uscii dalla stazione ferroviaria ed immediatamente, malgrado l’ora fosse già tarda e non avessi idea di dove avrei dormito, mi incamminai verso il mare.
Fino a tre anni fa non avevo mai visto il mare se non in fotografia o nei viaggi che facevo quasi ogni sera da bambina, nei miei sogni, quando diventavo la regina dei mari, una sirena, e nuotavo libera tra le onde.
Finalmente avevo davanti il mare, quel mare di Rimini che tante volte avevo chiesto a Victoria di raccontarmi, e che per anni ho tanto desiderato di poter vedere. Ora era finalmente lì davanti a me, scuro e liscio, così diverso ed al tempo stesso così uguale a come me l’ero immaginato.
Dopo essermi tolta le scarpe rieccomi nuovamente bambina, con i piedi nudi nella fine e fredda sabbia notturna, divertita per l’insolita sensazione di solletico ed al tempo stesso commossa per essere finalmente riuscita a vedere quel mare di Rimini tante volte raccontato dalla mia tutrice Victoria, che anni prima aveva lavorato proprio qua come badante. Rimasi più di un’ora con i piedi affondati nella sabbia ad ascoltare quello che aveva da raccontarmi il mare, con la sua ritmica ed incessante, cupa, voce di onde.
Tornai per giorni e giorni, ogni sera, in quel preciso punto. Mentre il sole lentamente calava alle spalle di Rimini e il cielo si tingeva d’arancio, incurante delle persone che risalivano dalla spiaggia, incurante delle risate e delle urla dell’ultimo gruppetto di ragazzi che correndo si buttava in acqua, incurante degli sguardi incuriositi del bagnino che, mentre chiudeva sdrai ed ombrelloni, mi vedeva tutti i giorni lì, vestita, con una scarpa per mano, sprofondare i piedi nella sabbia e rimanere a fissare i gabbiani che, riappropriatisi della spiaggia, volteggiando e giocando col vento, planavano elegantemente sulla calda sabbia dorata.
 Rimini è la città del divertimento, la città delle avventure e degli amori, la città dei giovani, ma per me è la città dei sogni di bambina, una bambina che dormiva nella lontana Mosca, una bambina che non aveva mai visto il mare.
Ancora adesso che ci vivo da tre anni, ancora adesso che dopo quella vacanza mi sono così innamorata di Rimini da farla mia, amo sedermi sulla riva e ripensare ai racconti di Victoria, a quando ero una principessa sirena che nuotava, libera e felice, in questo mare.

Guida Hotel Rimini

-- Un grazie speciale ad una persona speciale che con tanta pazienza ha trasformato in parole i miei pensieri --
author: val3ska
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mercoledì, 18 luglio 2007,15:46

Credo che tu sia la persona con più pazienza al mondo. Non è facile sopportarmi lo so. Ed oltretutto nemmeno capisco perchè tu lo faccia. Ma lo fai, ed è questo che conta per me.

Ed i tuoi modi burberi ed il tuo atteggiarti da cattivo non riescono a nascondere la tua dolcezza.

Sei una persona speciale. E non chiedermi di cancellare il post perchè tanto non lo farò.

Un grande kiss.

Grazie.

author: val3ska
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sabato, 23 giugno 2007,00:45

Padrona e schiava...

Schiava e Padrona...

Si può essere sia schiava che Padrona?

E soprattutto posso essere sia schiava che Padrona di me stessa?

author: val3ska
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